In agosto in molti abbiamo ricevuto la mail qui sotto dalla segreteria nazionale, mi sono veramente divertito a leggerla che ho deciso di riportarla anche sul nostro blog.

Gentile ambasciatore degli Stati Uniti, sappiamo che recentemente alcuni autorevoli esponenti del PD le hanno scritto per lamentarsi del messaggio “turbocapitalista” contenuto nella revisione del famoso gioco da tavolo Monopoly.

Ebbene, la nostra lettera fa riferimento proprio a quella.

No, per carità, non si preoccupi! Non vogliamo stigmatizzare Risiko e scagioniamo confermezza da ogni responsabilità anche Scarabeo ed il mitico Mastermind!

Riteniamo altresì che l’assenza della casella “prigione” da Monopoly possa sdoganare i reati finanziari tanto quanto la mancanza dell’anestesia nell’Allegro Chirurgo possa essere responsabile di episodi di malasanità, e siamo anche confidenti che la richiesta fatta ad un governo straniero di intervenire sulle regole di un gioco da tavolo debba ritenersi frutto più di un colpo di coda del caldo agostano che di analisi politico-economica.

Vogliamo anche rassicurarla su di un altro punto, nonostante quanto le sia stato riferito, e senza nulla togliere all’importanza e popolarità del Monopoly nel nostro paese, ci preme dirle che anche in Italia, come negli Stati Uniti, i giovani apprendono i rudimenti ed approfondiscono l’economia e le regole di mercato (chi più, chi meno) a scuola, nelle università e nell’esperienza quotidiana, più che con i giochi da tavolo.

Fatte queste premesse, e sperando di averla tranquillizzata, abbiamo letto con vivo interesse la missiva che il PD le ha indirizzato e siamo qui per rilanciare la puntata e chiederle di suggerire alla Hasbro la produzione di una versione del Monopoly specifica per il mercato italiano!

Ci pensi: le caselle sarebbero le città o le regioni italiane e le regole, beh, quelle dovrebbero essere un po’ differenti. Innanzitutto bisogna prevedere un giocatore speciale, che tuttavia compete con gli altri: lo stato. Il giocatore che impersona lo “stato” ad ogni giro preleva il 70% dei guadagni degli altri giocatori; poi, ma forse è troppo complesso per poterlo inserire nel gioco, lo “stato” dovrebbe poter cambiare le regole durante la partita, anche a suo favore.  Per le carte degli imprevisti suggeriamo le visite della guardia di finanza, anche in questi casi si sta fermi, ma non è garantito che al turno successivo si possa ripartire. Per le carte delle probabilità abbiamo tante idee vincenti da “un amico politico ti assegna un appalto importante” a “hai fatto fallire un tuo concorrente manovrando un giudice”.

Come dice ambasciatore? Il gioco le sembra troppo sbilanciato e pensa che La Hasbro non lo produrrebbe mai? Che i giocatori si stuferebbero presto perché nessuno vorrebbe competere con lo stato?

Già. Forse ha proprio ragione.