E’ stato poco meno di un mese fa che in Germania è stato eletto il nuovo Bundestag, il Parlamento federale tedesco e il nuovo Cancelliere Federale. Fino al 22 settembre, data delle elezioni, e siamo in attesa di capire come verrà organizzato il nuovo governo tedesco.


Tralasciando chi ci piace e chi non ci piace, lasciamo che i politici tedeschi facciano il loro lavoro e parliamo della campagna elettorale e dei risultati di queste elezioni.
La campagna elettorale è stata una sorpresa: per alcune settimane si sono visti pannelli, per la maggior parte non più grandi di un A3, in cartoncino, appesi con ordine e puntiglio ad ogni palo della luce,ogni cartello  pubblicizzava un candidato con nome, cognome e partito di appartenenza.


CDU (Unione Cristiano Democratica), SPD (Partito Sociale Democratico) e FDP (Partito Liberale Democratico) si sono affidati a candidati in giacca e cravatta di colore grigio scuro, quello che io chiamo “abito tedesco da riunione”. Ovvia eccezione la Kanzlerin Angela Merkel, che è apparsa in un unico, più grande, pannello in una bella posa e con una sua tipica giacchetta bordeaux.
Die Grünen, (i Verdi) hanno proposto una pubblicitaria elettorale con lo slogan "Naturalmente Verde": il candidato, più informale, era avvolto da un patina verde sfumata, più carica nella parte bassa del pannello.


Un’altra idea, secondo me interessante, diffusa dai Verdi è stata la campagna incentrata non sui candidati, ma su concetti forti raccontati in pochissime parole da un personaggio-simbolo con la domanda "E Tu?". Per esempio: "Portiamo nuova energia" "E TU?".
Die Linke (la Sinistra) ha dato mostra di una campagna di manifesti che definirei basic, pannelli bianchi, parole scritte in nero e il logo, quasi senza protagonisti. Tuttavia, nel volantino che ho ricevuto nella posta si presentano una fila di persone disegnate che dovrebbero rappresentare l’elettorato del partito, o almeno le persone per cui loro in particolare si impegnano: tra questi ho riconosciuto un transessuale, un bambino, una donna di colore, un anziano e una ragazza in calze a rete.
Menzione d’onore per i Piraten (Partito Pirata), che hanno portato, insieme con candidati giovani e freschi in jeans, un vero pirata, in basettoni e cappello piratesco. Ho dovuto fare delle ricerche per capire che non fosse una mascotte ma un reale candidato.


Quasi tutti i principali partiti hanno lasciato n°1 volantino in ogni cassetta delle lettere, inoltre è stato trasmesso in televisione un dibattito di 90 minuti tra i due "primi" candidati di CDU e SPD il 1 settembre, mentre il giorno successivo si sono confrontati gli altri tre candidati "minori", di FDP, Grunen e Die Linke.
Risultati? Premetto che, nonostante i tedeschi siano molto riservati sulle loro preferenze di voto, qualche segnale della vittoria di CDU e della Cancelliera era stato suggerito da una, spero velata, indagine di chiacchiera con amiche e amici. In definitiva, il partito CDU ha raggiunto il 42% dei voti e circa il 50% dei seggi.


Abbiamo un netto vincitore dunque, dov’è il Governo? L’alleato di CDU, cioè FDP (Partito Liberale Democratico) ha totalizzato il peggiore flop di voti dall’inizio della propria carriera, arrivando a non superare lo sbarramento del 5% e non trovando quindi posto in Parlamento. Di conseguenza, CDU da sola non può governare e la Cancelliera Merkel si dovrà accordare con SPD (Socialdemocratici) o con i Verdi per creare un governo di maggioranza.
Una coalizione “rosso-verde” con SPD, Die Linke (Sinistra) e Die Grunen raggiungerebbe teoricamente la maggioranza, ma questa opzione sembra non verrà considerata perché trova delle resistenze interne quasi ad ognuno di questi tre partiti.
Con aria scandalizzata, una ex insegnante delle scuole superiori mi ha spiegato che ancora non c’è un Governo, però hanno promesso che verrà concordato entro Natale.


Perché il Partito Liberale Democratico FDP ha raggiunto un risultato così drammatico? La parola ad un amico tedesco che ha ammesso di averli precedentemente votati: “perché non hanno fatto nulla, ma nulla, di quello che avevano detto, anzi non hanno lavorato”. Da tenere presente anche per noi: forse non è solo questione di programmi, ideali ed etica. La speranza è che lavorare ed impegnarsi come stiamo facendo venga riconosciuto anche in quel panorama politico frastagliato e vetusto che è l’Italia.