Piacenza, la città “sonnecchiante”.

piacenza dormeL’hanno definita così, nel corso degli ultimi anni, giornalisti, scrittori e attenti osservatori delle realtà locali. In effetti, la città (e la sua provincia) sembra avvolta permanentemente da quella nebbia che è un po’ il simbolo della pianura padana. In questa nebbia non si vede nulla, ma tutti sanno tutto; non ci si muove per non sbagliare e, giorno dopo giorno, si perdono opportunità e spazi di miglioramento. Intanto, gli altri vanno avanti e Piacenza resta indietro. In tutti i settori. Qualche esempio? Il commercio, tanto per cominciare. Grazie alla scarsa lungimiranza dei tanti “bottegai” piacentini, la provincia ha perso la possibilità di avere il punto vendita Ikea che avrebbe ridotto, secondo i commercianti, gli affari dei locali venditori. Come se chi compera i mobili Ikea fosse lo stesso che compera i mobili firmati. Così i piacentini vanno a Milano a far spesa all’Ikea! E ancora, l’outlet di Fidenza Village.

In origine sarebbe dovuto sorgere alla confluenza delle quattro autostrade piacentine. Ma, per carità, avrebbe indebolito le vendite dei negozi locali! Meglio che vada da un’altra parte. E così, i piacentini vanno a comprare a Fidenza e la città non beneficia di un’altra opportunità. Esempi come questi sarebbero ancora tanti. Ma cambiamo genere.

Lasciamo i commercianti a meditare sulle loro piccolezze e parliamo di sicurezza. “La provincia di Piacenza è un’isola felice” – dicono in questura e prefettura. La realtà è un po’ diversa. Omicidi, rapine, furti scippi, truffe e violenze di ogni genere sono drammaticamente all’ordine del giorno grazie al continuo arrivo di extracomunitari illegali e all’infiltrazione massiccia della criminalità organizzata.

I primi, spesso individui che hanno conti da regolare con la giustizia dei loro paesi, fanno quello che sono capaci: delinquono. Sono in tanti, soprattutto a sinistra, ad appoggiare l’eccessiva clemenza della magistratura nel punire con severità i loro reati adducendo giustificazioni sociali e umanitarie paradossali e ridicole. La criminalità organizzata, per contro, sguazza tra l’inefficienza sonnecchiante e l’atteggiamento da struzzo dei piacentini. E così si va verso una vivibilità sempre più ridotta con i piacentini costretti a barricarsi in casa e le strade che diventano sempre più terreno di scontro tra bande armate.
Altri sarebbero i punti da evidenziare per raccontare i mali di questa provincia. E tanto si deve cominciare a fare per restituire la dignità di cittadini agli abitanti.
Abbiamo le Istituzioni. Che facciano il loro mestiere! Le tasse che i piacentini pagano vanno restituite in sevizi! e la sicurezza è al primo posto! Di vigili urbani non si vede traccia. Sono tutti “in servizio” al coperto, al caldo in inverno e al fresco in estate. Sulle strade, nemmeno l’ombra. In compenso aumentano i proventi derivanti dalle contravvenzioni e diminuisce la loro professionalità e la fiducia dei piacentini nei loro confronti.


Su tutto questo vogliamo poter dire la nostra e le prossime elezioni amministrative che investiranno 34 dei 48 comuni della provincia saranno importanti per aggregare nuovi e sempre più larghi consensi al nostro movimento. Intanto, per favore, non fate rumore: Piacenza dorme!