Ci vorranno almeno 12 milioni di euro per mettere in condizioni di sicurezza antisismica l’ospedale di Fiorenzuola. E ci vorranno non meno di due anni. Nel frattempo, molte delle attività saranno trasferite a Piacenza.

Fin qui i fatti della recente cronaca estiva che ha monopolizzato per giorni l’interesse dei media piacentini. La storia insegna che prima che i lavori siano finiti il prezzo almeno raddoppierà e qualcuno uscirà dalla vicenda un po’ meno povero. Vale però la pena di porsi un paio di domande, magari anche scomode. Prima di tutto, si può sapere chi ha progettato il nuovo ospedale della Val d’Arda? È stato un ingegnere o un fioraio o un barelliere? Ammettendo per un momento che sia valida la prima ipotesi, possibile che non sapesse che la zona è classificata sismica e che le costruzioni, specie quelle sanitarie, sono sottoposte a norme molto severe? E che fine ha fatto questo “genio”?

Sta ancora progettando altri ospedali o, giustamente, è stato mandato in un campo con un badile in mano? In attesa di approfondire quest’aspetto, un’altra domanda ci corre sulla pelle. È vero che la nostra Costituzione afferma il sacrosanto diritto alla salute ma non dice che l’ospedale dobbiamo averla proprio sotto casa. Certo finora ha rappresentato una grande comodità ma, specie di questi tempi, dobbiamo imparare a fare con l’essenziale. Per questo, non lasciamoci strumentalizzare dai portatori di vari interessi di parte: medici, associazioni di categoria, sindacati che ci esortano a scendere in piazza, a fare sit-in, a minacciare rappresaglie di ogni sorta. A loro interessa poco della nostra salute.

Sono tutti attenti a difendere solo il loro orticello! Invece di un mezzo ospedale locale, allora, perché non chiediamo un centro ospedaliero sempre più qualificato a Piacenza e a Fidenza, entrambe raggiungibili in non più di mezz’ora d’auto o 10 minuti di treno da Fiorenzuola? Perché non chiediamo che in questi ospedali i concorsi per i medici (e non solo) avvengano premiando il merito e non l’appartenenza a questo o quel partito? La nostra salute non ha colore! Le necessità sanitarie urgenti di Fiorenzuola potrebbero essere gestite solo da un ben attrezzato ed efficiente Day-Hospital con personale qualificato.

E ancora, perché non chiediamo che finisca lo sconcio della cosiddetta “intra-moenia”, devastante istituzione voluta dalla sempre splendida Rosy Bindi quando fu Ministro della Salute. Grazie a questa invenzione, i medici ospedalieri possono fare ambulatorio privato nelle strutture dell’ospedale utilizzando le apparecchiature pubbliche per fare visite a pagamento. Poi, se qualcuno ha bisogno un esame strumentale con il SSN deve aspettare mesi mentre, se paga, lo stesso esame gli viene fatto da un giorno all’altro. Vergogna! E i sindacati approvano. Ancora vergogna! Intanto i politici di ogni specie, rango e colore ci sguazzano.

E la malasanità prospera. Sta però arrivando il momento in cui tutto questo dovrà finire, o con le buone o con le cattive.

I cittadini non vogliono più essere sudditi.

Parlamento Salute si batte anche per questo!