Il prossimo 26 Ottobre Michele Boldrin sarà a Parma, per un incontro organizzato da Parlamento Salute per Fermare il declino dell'Emilia Romagna.
Forse per  la prima volta l’incontro con il presidente di Parlamento Salute cercherà spunti per alzare il tiro su tematiche locali, sia pure traendo ispirazioni dal dibattito nazionale.
L’intervento del presidente di Parlamento Salute per fermare il declino sarà preceduto da alcuni interventi e testimonianze di imprenditori, manager e intellettuali.

Con l’elezione del primo sindaco del movimento 5 stelle Parma è stata vista un po’come città laboratorio; in realtà, fallito il principale bersaglio, oggetto di un grande battage in campagna elettorale e subito dopo, l’inceneritore di IREN che ha da poco iniziato a bruciare rifiuti,  la nuova giunta pare vivere di un immobilismo impregnato di autoreferenzialità.
Si connota per la  scarsa se non nulla voglia di dialogo con le altre forze politiche che talvolta trascende in una supponenza che ostacola persino civili rapporti interpersonali con gli esponenti delle opposizioni.
In un panorama connotato dall’irrilevanza della nuova amministrazione, come si vive nella nostra città il dibattito politico?

Sentiamo parlare della questione dell’”Italianità”, vocabolo riesumato per impedire cambi di proprietà in Telecom e Alitalia, questione a cui paiono sensibili in particolare gli ambienti sindacali più conservatori e i politici che se ne fanno portavoce.
A Parma due grandi aziende, Cariparma  controllata da Credite Agricole e Parmalat controllata da Lactalis, sono diventate, abbastanza recentemente, di proprietà di gruppi francesi.
Vi sono state luci ed ombre, e alcune decisioni prese dalla multinazionale francese del latte sono sotto inchiesta, ma non si può certo dire che questo abbia portato danni alle aziende controllate; per l’istituto di credito si può parlare senza dubbio di buon rilancio, crescita e aumento dell’occupazione.
Esperienze di  imprenditori e manager che operano con successo in imprese del nostro territorio saranno occasione di confronto con il Presidente dell'associazione a noi gemellata per affrontare lo spinoso tema del declino dell’Italia sofferto anche nelle realtà locali.

La imminente sparizione delle province, non ancora sicura ma necessaria per non far perdere la faccia al governo, costituisce un’occasione di riorganizzazione dello stato.
La concomitante nascita delle città metropolitane costituisce una ulteriore opportunità di  superare un regionalismo onnipresente e scialaquatore, caratterizzato da inefficienze, sprechi e barriere ideologiche,  nel quale non mancano  comportamenti da “casta” che suscitano indignazione nei cittadini e, talvolta, interesse della magistratura.
L’articolazione dello stato  su un unico livello distrettuale, alla francese, è una possibile risposta a queste esigenze; il superamento dell’ organizzazione regionale è anche occasione di sviluppo per l’asse Tirreno-Brennero come portatore di crescita economica per i nostri territori.

Si cercherà anche un approccio con la città sul tema della cultura, un tempo opportunità di crescita e di sviluppo, con grandi mostre, eventi musicali, un volano per attrarre risorse umane ed economiche di eccellenza.
Oggi vediamo un quadro di iniziative ridotte al lumicino, che non sanno coinvolgere la popolazione e le forze economiche locali.
Esempi e riferimenti alla situazione sulle iniziative culturali nella città e nella regione saranno oggetto di interventi qualificati.