fideiussione e calcioSappiamo tutti che le Amministrazioni comunali sono in genere molto attente ai cosiddetti “servizi” al cittadino, ricomprendendo con questo termine un po’ generico, “servizi”, non solo le attività fondamentali già comprese in un lungo elenco previsto per legge, ma anche attività molto diverse, molto varie, che stanno certamente ai margini, se non proprio fuori, della correttezza ed ortodossia amministrativa. Ad esempio, ci sono Comuni che considerano la gestione di un cinema come un “servizio” al cittadino, e si sostituiscono ai privati nella gestione di tale attività.

Magari di questo passo finiremo per considerare “servizio” al cittadino anche le pizzerie e qualche comune si metterà a lavorare la farina, ad attendere la lievitazione e ad infornare la pasta.

Quello che nessuno avrebbe mai pensato è che un Comune, oltre ad emettere gli atti di nascita e di morte, certificati di residenza e di matrimonio e altri documenti amministrativi, possa anche rilasciare fideiussioni a destra e a manca. Eppure a Modena accade anche questo. Con la fideiussione qualcuno (in questo caso il Comune), obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce unilateralmente l’adempimento di un’obbligazione altrui. Per uscire dal tecnicismo giuridico, il Comune di Modena garantisce i debiti di enti e associazioni varie che hanno debiti in corso con banche e altri istituti, accettando in tal modo di sostituirsi a loro in caso di inadempienza dei debitori verso i loro obblighi. Questa pratica, tanto inusuale quanto sorprendente, mostra l’estrema disinvoltura, quasi l’indifferenza verso il cittadino da parte dell’Amministrazione che nel corso del tempo ha sottoscritto fideiussioni per debiti altrui per oltre 11 milioni di euro (tanti erano a fine 2015, in crescita dai circa 8 milioni di inizio 2015); al momento sono in corso diciotto fideiussioni, quasi tutte volte alla garanzia su mutui accesi per la realizzazione di impianti sportivi; debiti garantiti, quindi, dal Comune verso gli enti più vari, dalle solite polisportive alle bocciofile, addirittura a società sportive di elevato livello, quasi che il Comune fosse un ente di beneficienza al quale ci si può rivolgere in caso di necessità e in grado di garantire i debiti altrui, non si sa bene per quale ragione. O meglio, si sa benissimo per quale ragione. In questo contesto è stupefacente la fideiussione verso le società sportive del settore calcio di prima o seconda grandezza, che magari pagano i propri calciatori professionisti cifre assurde, retribuzioni annue che un normale cittadino non riuscirebbe a guadagnare nel corso di tutta una vita.

Non sono sufficienti i 13 milioni di euro che il Comune spende annualmente per lo sport, non bastano le numerose strutture sportive che il Comune mette a disposizione del cittadino: ora saltano fuori anche le fideiussioni per il calcio. Il calcio, che da tempo non è più uno sport, ma solo una forma di spettacolo, dove i valori sportivi sono stati messi in disparte, soffocati da fenomeni deteriori come la corruttela nella compravendita delle partite messa in atto da giocatori, società ed arbitri, con una giustizia sportiva cautissima, se non proprio riluttante nel prendere decisioni definitive; i bilanci di molte società professionistiche, oberate da debiti, che nel  mondo aziendale avrebbero portato al fallimento, mentre le società sportive sono state spesso mantenute forzosamente in piedi, anche con provvedimenti legislativi che gridano vendetta nei confronti del mondo extracalcistico; il clima di intimidazione, di bullismo, di violenza, di razzismo che si vive negli stadi con la colpevole connivenza delle società sportive. In un mondo sportivo degenerato, in cui il doping la fa spesso da padrone, il calcio rappresenta certamente l’esempio peggiore di crollo dei valori e della pratica sportiva. Chissà cosa ne penserà il cittadino a cui non interessa nulla del calcio: costui deve sborsare cifre enormi in tasse, imposte e tariffe, per di più deve assistere incredulo ed attonito all’assunzione di rischi impropri e discutibili da parte del proprio Comune, e questo solo per tutelare gli interessi dei professionisti della pedata.

Questi fatti dimostrano quanto poco virtuoso sia stato il modo di gestire il denaro pubblico, cioè il denaro di tutti noi, e quanto malata sia la nostra città a causa di un sistema di potere profondissimamente radicato che trae da questa amministrazione vantaggi indebiti per se stesso, perpetuando questa situazione, senza liberare le immense risorse di cui questa città potrebbe disporre con una amministrazione più seria, più equa, più capace e più rispondente ai reali bisogni dei cittadini. Una ragione in più per fermare il declino della nostra città al più presto possibile.