natale comacchioIl nostro Comune ha imboccato la via del referendum per consultare la nostra  gente sul delicato tema del passaggio all’interno della Provincia di Ravenna ed andremo al voto domenica 18 Dicembre.
I cittadini che voteranno SI sanciranno la loro adesione ad un percorso articolato e per certi versi rischioso, che dovrà dispiegarsi in alcuni anni. Diranno cioè che acconsentono al passaggio nella nuova provincia per abbandonare la vecchia, quella di Ferrara.


Le circostanze che hanno spinto la nostra Amministrazione ad imboccare questa via – molto stretta – sono diverse; provo a riassumerle:
1. Una legge regionale del 2012 ha formato gli ATO, gli ambiti territoriali ottimali, in cui le entità comunali dovranno gestire insieme alcuni servizi essenziali. Potranno farlo attraverso le Unioni di Comuni o semplicemente convenzionandosi tra loro.
2. Nel nostro caso, nell’ATO che comprende Comacchio, l’Unione dei Comuni del Delta, si va a costituire in questi giorni in sua assenza, dato che la nostra Amministrazione ha opposto un rifiuto “di merito” al fatto che lo Statuto dell’Unione prevede che ogni Comune esprima tre rappresentanti che vanno a far parte del Consiglio dell’Unione, l’organo decisionale.
In pratica, indipendentemente dalle popolazioni, dalle economie, dalle dimensioni, ogni Comune conta 1 e sono tutti alla pari.
3. La vicina Unione dei Comuni Valli e Delizie, che comprende Argenta, Portomaggiore e Ostellato, invece, ha adottato un criterio che “pesa” ogni Comune, in base a diversi parametri. Fatto sta che Argenta esprime 6 consiglieri su 12 e 3 a testa gli altri due Comuni.


Perché queste differenze di impostazione? Non si sa. Ma tra le due, indubbiamente pare più razionale quella dei Comuni delle Delizie, che assegna diversi pesi ad ogni entità. Non appare infatti razionale che Comacchio (22.648 abitanti circa) conti come Codigoro (12.389 abitanti) o Goro (3.895 abitanti).
Anche da un punto di vista economico, i vari Comuni del Delta hanno interessi e logistica molto differenti tra loro. Insomma... ci sono ragioni per discutere.
Fatto sta che la provincia di Ravenna appare territorialmente ed economicamente più simile e vicina alla nostra realtà, rispetto agli altri Comuni della provincia di Ferrara ed anche vecchie ruggini tra questa ed il nostro Comune possono contare in questa fase.


Comunque la si pensi, il percorso verso Ravenna è accidentato e pieno di ostacoli:
1. Una legge della Regione Emilia Romagna ci obbliga a mettere insieme ad altri Comuni della stessa provincia e nell’ATO di competenza,
2. La Regione può (non deve) concedere una deroga di max 12 mesi a quei Comuni che la chiedano, per giustificati motivi. Gradirà Bologna quanto sta facendo Comacchio e lo riterrà un giustificato motivo ? Non si sa. Ci si conta (dice il nostro Sindaco) ma non l’abbiamo ancora in tasca….
3. Chi non parte con la gestione associata dei servizi dal 2017 rischia di perdere il treno di finanziamenti specificamente destinati a quei Comuni che invece lo fanno e che potrebbero aiutare ad effettuare spese utili per la popolazione
4. Inoltre, chi non si associa non può derogare al Patto di stabilità, per le spese relative ai servizi associati con altri
5. Dal 1° Gennaio 2018 Comacchio sarà comunque costretto ad associarsi con altri Comuni del Delta, perché sicuramente non saremo ancora insieme ai cugini romagnoli per quella data e nello stesso tempo scadrà il periodo di proroga (se ce lo daranno…). Come ci accoglieranno gli amici del Delta, che oggi stiamo rifiutando?


Come si vede, e non mi dilungo oltre, il problema è serio. Ci siamo infilati in un’operazione coraggiosa, probabilmente giusta e razionale ma colma di SE e di MA e di VEDREMO...
Noi di Fermare il declino a Comacchio, siamo favorevoli al messaggio politico di “protesta” contenuto nel Referendum pro-Ravenna. Protesta verso una Provincia che – a dire il vero – ha trattato spesso Comacchio non come avrebbe meritato.
Siamo anche d’accordo sulla maggiore razionalità che avrebbe un diverso assetto provinciale del nostro Comune. Ma non possiamo nasconderci che il percorso è pieno di incertezze e che corriamo il rischio di fare in fretta e furia tra 1 anno ciò
che stiamo evitando adesso. E questo potrebbe causare disguidi amministrativi, blocco di servizi e intasamento generale degli uffici, nella fase di passaggio ai servizi associati.


Speriamo che tutto vada per il meglio. Lo auguriamo a Comacchio, al nostro territorio ed alla nostra gente, che certamente lo merita.
Un pensiero di vicinanza alle famiglie dei lavoratori della Servizi Ospedalieri, che vuole abbandonare il nostro territorio lasciando nel panico 120 famiglie circa.
Un altro pensiero di vicinanza alla Consulta del San Camillo, che in questi giorni sta protestando perché si rispettino accordi già presi da tempo per il nostro Ospedale.
Per quanto possibile, un buon Natale a tutti !