Spett.le Assessore Scuola,
conosco la questione dei regolamenti per le graduatorie di accesso agli asili comunali, in quanto sono genitore di una bimba di 1 anno alla quale, già l’anno scorso, è stato negato il diritto all’istruzione, costringendo la mia famiglia ad affrontare enormi sacrifici per l’assunzione di una Tata che però, anche per la mia volontà di rispettare la legge, non avremo la possibilità di mantenere in servizio anche il prossimo anno, in quanto i costi sono eccessivi e di questo ritmo presto avremo posto termine a tutti i nostri risparmi (la paga base è di 1.300 euro circa +tfr +13ma).
Il regolamento comunale, di cui riporto uno stralcio sotto, dà chiaramente la precedenza a chi ha dichiarato ISEE fino a 29.999 euro, come da graduatoria indicata all’interno.
Solo una volta esaurite queste richieste, si passa allo scaglione successivo, dai 30.000 ai 42.000 euro e così via.
Dal regolamento risulta secondario il fatto che entrambi i genitori lavorino rispetto al reddito complessivo e la cosa è veramente assurda.
Due lavoratori operai di basso livello si vedono la figlia lasciata a casa perché hanno generato un ISEE di 31.000 euro mettendoli in difficoltà economiche mostruose, e vedono entrare figli di chi, lavorando da solo, genera un ISEE di 29.000 (ovvero guadagna il doppio) mentre sua moglie sta tranquillamente a casa senza fare niente; le sembra corretto???

Si arriva in questo modo a casi dove un genitore che guadagna meno di 1.000 euro/mese è costretto a licenziarsi per accudire il figlio, dato che l’asilo privato costa circa 800 euro al mese, per cui la convenienza è quella di centrare meglio la graduatoria per essere ammessi all’asilo comunale. Il risparmio è praticamente certo.
Così facendo però il Comune diventa un fattore di decrescita e di danni per le famiglie che vivono questo problema sulla propria pelle, oltre che essere una chiara violazione dell’art.1 della Costituzione “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul Lavoro” e dell’art.31 “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi con particolare riguardo alle famiglie numerose.Protegge la maternità e l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”.
Quando un genitore, statisticamente la madre, non lavora, non deve avere la precedenza a portare i figli al nido a sfavore di chi fa enorme fatica per portare a casa uno stipendio, solo perché questi ultimi sforano in uno scaglione di reddito successivo.
Certo, occorre avere attenzione al reddito ma anche alla situazione lavorativa della famiglia nel suo complesso. La famiglia monoreddito ha un genitore a casa che potrebbe occuparsi dei figli; la famiglia dove i genitori lavorano entrambi non ha questa possibilità.
Occorre cambiare qualcosa nei regolamenti, non trova ?
Se una persona decide di non lavorare, non può, non deve, anzi, è immorale pensare che abbia diritto all’asilo a scapito di chi invece lavora, fatica, produce ricchezza e paga le tasse.
Spero che lei voglia riflettere sull’insensatezza di queste regole.
 
B. Criteri di ordinamento delle domande
Fatte salve le priorità sopra specificate le domande saranno inserite in una graduatoria suddivisa in tre scaglioni di ISEE: il primo da 0 a 29.999,99 euro, il secondo da 30.000,00 a 41.999,99 euro e il terzo da 42.000,00 euro in poi. Tale graduatoria viene formulata per Nido e per età dei bambini (3-8 mesi, 8-12 mesi, 12-24 mesi, 24-36 mesi) in base alle richieste deigenitori.
All’interno di ciascun scaglione le domande vengono graduate secondo le precedenze sottoindicate:
•  Bambini conviventi e residenti con un solo genitore esclusivamente nei seguenti casi: unico genitore che l’ha riconosciuto, un genitore è deceduto o detenuto in carcere o ha perso la potestà genitoriale;
•  Bambine/i conviventi e residenti con un fratello e/o sorella disabile ai sensi della Legge104/92, e/o con un genitore con disabilità grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104/92 o con invalidità pari o superiore al 66%;
•  Bambini i cui genitori lavorano entrambi;
•  Bambini con entrambi i genitori di cui uno lavoratore;
•  Bambini con entrambi i genitori che non lavorano.
 

ALTRI ESEMPI ECLATANTI


famiglie che pagano un canone di locazione da 10.000 euro annui, senza alcuna proprietà immobiliare e risparmi totali di 80.000 euro in beni mobili. Si verifica che una famiglia di due genitori e due figli, monoreddito da 60.000 euro annui, con l’altro genitore non lavorante, (ISEE 29.242,56) ha la precedenza su:
1. una famiglia con un genitore deceduto (o in carcere), 2 bambini e il genitore restante che guadagna 60.000 euro annui lordi (ISEE 32.114,59)
2. una famiglia di 2 bambini e 2 genitori, entrambi lavoratori che guadagnano 35.000 euro annui ciascuno (ISEE 30.803,27)
3. una famiglia di 2 bambini, di cui uno con handicap al 100% e 2 genitori entrambi lavoratori che guadagnano un totale di 85.000 euro annui (ISEE 30.676,17)
 

CONCLUSIONI


Ritengo evidente l’estrema difficoltà delle tre famiglie indicate, per mancanza di un asilo, mentre la famiglia con un solo lavoratore vive una condizione di totale favore, proprio quando l’asilo non sarebbe neanche necessario...
Ritengo infine che tutti gli altri criteri già stabiliti siano migliorabili ma tutto sommato equi. Sono i tre scaglioni di Isee che portano a pesanti ingiustizie sociali, basterebbe eliminarli lasciando tutti i criteri cosi come sono.
Un miglioramento del sistema, dando la precedenza a chi lavora, porterà, tra l’altro, anche un maggiore afflusso economico nelle scuole. Questo sarà conseguente all’avere accettato all’asilo Isee più alti che pagano rette più alte.
 
Un cittadino qualunque che insieme alla moglie vuole lavorare