Il disegno di legge è diretto a migliorare la qualità della vita dei soggetti incontinenti urinari, fecali e stomizzati, attraverso l'armonizzazione delle legislazioni regionali in materia che attualmente appaiono disomogenee e poco funzionali. La norma stabilisce l'obbligo per regioni e aziende sanitarie locali di fornire tutti gli interventi di prevenzione e di cura per questi soggetti, attraverso il ricorso agli stanziamenti del Ssn e per il piano oncologico.
Il provvedimento prevede che le regioni istituiscano in ogni provincia un «Centro polifunzionale per l'incontinenza urinaria, fecale e stomale», dotato di personale infermieristico specializzato. Stabilisce inoltre che il Ministro del lavoro e quello dell'istruzione individuino un percorso formativo per addestrare il personale infermieristico.
Il ddl predispone l'attuazione di campagne di sensibilizzazione sul problema dell'incontinenza e della stomia e l'attivazione di un numero verde da parte del Ministero del lavoro, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, in collaborazione con le associazioni dei malati maggiormente rappresentative.
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