Su Facebook ho alcuni “amici” o “amici di amici” che quotidianamente o quasi postanopropaganda “antieuro”. Preso dalla curiosità ho voluto approfondire le loro teorie sulle questioni del “signoraggio primario”, del “signoraggio secondario”, della necessità di andarcene dalla moneta unica europea e, ultimo ritrovato, della truffa ai danni dell’Italia che si perpetrerebbe mediante il Meccanismo Europeo di Stabilità (Fondo Salva-Stati). Pertanto siccome a volte sono un po’ insonne ho deciso di dedicare qualche oretta notturna alle questioni di cui sopra e mi sono imbattuto in una miriade di siti, pagine facebook, blog che diffondono queste teorie. Sono spassosi i membri di questi gruppi, dovreste leggere come si insultano tra di loro usando gli epiteti più fantasiosi e le foto che postano. Quella che più mi ha colpito e’ un fotomontaggio di Mario Draghi alla cui bocca sono stati applicati dentini insanguinati da Dracula. Semplicemente fantastico: “il grande succhiasangue di Bruxelles”.

euro


Mi sono reso conto anche che sulla rete hanno caricato centinaia di video dei loro “guru”, ne ho guardato qualcuno. Il più delle volte si tratta di assoli di ore oppure succede anche che si intervistino tra di loro scambiandosi reciprocamente i complimenti. Da quello che ho potuto vedere sono un po’ allergici ai contradditori. I signori in questione rispondono ai nomi di Alberto Bagnai, Paolo Barnard, Nino Galloni, Antonio Maria Rinaldi, Loretta Napoleoni, ma ce ne sono anche altri, questi sono solo i più noti. Molti di loro, ho controllato, non avrebbero nemmeno il diritto di fregiarsi del titolo di economista perché non lavorano in alcuna università e non fanno ricerca economica ma che volete che sia? Pare che questo non sia un problema per i loro seguaci. E poi per parlare di economia mica bisogna essere per forza degli economisti… Dunque ho deciso di parlarne anch’io che di mestiere insegno la nostra lingua agli stranieri e come è ovvio ho alle spalle tutt’altri studi. Devo ammettere che trovo l’economia particolarmente ostica se la si affronta in maniera “tecnica”; tutte quelle linee che si incrociano, quei grafici, tutta quella matematica non mi vanno proprio giù. Però devo dire che quando sento gente preparata che parla di economia senza l’uso di grafici e simboletti astrusi, essa mi risulta davvero chiara, logica, semplice, persino inoppugnabile. Li ascolterei per ore. Sento che cresco culturalmente e molte cose mi diventano chiarissime, persino lampanti.
Tuttavia quando mi sono sciroppato qualche ora di Rinaldi e compagnia cantante ho avuto l’impressione contraria. Costoro avanzano confuse e fumose teorie, rendono tutto così complesso, denunciano a gran voce oscure trame che perdurerebbero da centinaia d’anni.


Ho sentito Barnard, con queste orecchie, dire che il complotto per spillare il sangue agli europei tramite l’Euro ebbe inizio dai nobili deposti dalla rivoluzione francese e poi sarebbe continuato per secoli tramandandosi grazie a Monnet, Delors, Prodi per poi finire nelle mani di Merkel e Draghi. Ve lo immaginate il Conte di Chambord che complotta fitto fitto con la cancelliera? E Jean Monnet e Oly Rehn cosa si diranno mai nei loro segreti meeting dentro reconditi igloo in terra di Finlandia?
Scherzi a parte, costoro non meriterebbero il mio tempo ma nemmeno quello di nessun altro se fossimo in un paese normale… ma purtroppo si sa l’Italia è un paese anomalo nel quale i cialtroni riescono spesso a ottenere molto credito, producendo danni inimmaginabili.


Questi astuti demagoghi vengono infatti invitati in tv, a convegni di partito e di associazioni professionali, rilasciano interviste sui giornali spargendo le loro follie a piene mani.
A dar loro (involontaria?) manforte da molto tempo purtroppo ci sono anche i giornali berlusconiani che nell’intento di sgravare il Cavaliere da ogni responsabilità per la bolla dello spread nell’estate del 2011 strillano a gran voce di un complotto europeo volto a sbarazzarsi di Berlusconi e a sostituirlo con l’euroburocrate Monti che avrebbe imposto il rigore voluto da Berlino di cui ora staremmo morendo.


Lo scenario italiano va dunque infoltendosi di soggetti politici e agitatori da strapazzo che sventolano forte la bandiera dell’antieuropeismo. I partiti che hanno toni anti-euro, antieuropeisti, o comunque fortemente critici verso la costruzione europea anche se con sfumature diverse, sono davvero molti. Fratelli d’Italia, la rinata Forza Italia, la Lega e Grillo parlano apertamente di uscire dall’Euro e anche il PD e il NCD si sono messi a dire che bisogna allentare le briglia del rigore di Bruxelles. Con toni diversi, dunque, tutti i soggetti politici rappresentati in Parlamento sono impegnati a creare un “falso nemico”, uno specchietto per le allodole contro il quale gli italiani giustamente arrabbiati, possano scagliare le propri ire. Intendetemi, non che l’Europa non abbia pecche, penso ad esempio agli eccessi burocratici, alla mancanza di una politica estera, di difesa e dell’emigrazione comune, ma invece di darsi da fare nelle opportune sedi per risolvere questi problemi, in Italia si passa il tempo a dare in pasto a un’opinione pubblica inferocita nessi di causa-effetto inesistenti e ridicoli come quello tra l’ingresso nell’Euro e la crisi economica e quello tra il vincolo del 3% e la mancata crescita. Di base i nostri politici, mediante i loro economisti da teatro di quart’ordine cercano di farci credere che il disastro che viviamo quotidianamente non è colpa loro ma di un nemico esterno, lontano di cui bisogna prima o poi sbarazzarsi.


L’antieuropeismo che viene quotidianamente profuso nel nostro paese mi preoccupa molto.


Uscire dall’Euro sarebbe una letale follia che produrrebbe la bancarotta dello Stato in breve tempo e siccome non voglio che l’Italia finisca in un baratro da cui non c’è ritorno ho deciso di lanciare quella che chiamo “immodestamente” un’operazione verità. A questo articolo ne seguiranno infatti altri tre coi quali tenterò di dimostrare perché gli antieuro sono dei pubblici e pericolosi mentitori. A spiegare “scientificamente” il danno che deriverebbe dall’uscita dall’Euro usando i grafici e i simboli dell’economia ci ha già pensato magistralmente Alberto Bisin con un paio di articoli su “Noise from Amerika”. A mio avviso quegli articoli sono illuminanti ma risultano un po’ “tecnici” per chi non fa l’economista di mestiere.
Ma ci sta. Bisin è uno studioso di fama internazionale che scrive su un prestigioso blog per addetti ai lavori e usa le sue di armi, gli inoppugnabili grafici e simboli. Io vorrei tentare di usare armi molto più rudimentali: quelle del buon senso. Mi piace illudermi che sia utile perché Fare per Fermare il declino può e deve cambiare il paese, ma per farlo ha bisogno di milioni e milioni di voti anche dei voti di coloro che, come me, faticano coi numeri, i grafici e i simboletti. Molto volte ci accusano di essere il partito dei professori che usano l’arzigogolato e incomprensibile linguaggio dell’economia per spiegarsi e ciò ci alienerebbe il consenso di molti che non ci capiscono perché parliamo “troppo difficile”. Forse qualche elemento di ragione in queste critiche c’è. Pertanto voglio vedere se è possibile usare un linguaggio più semplice. Questo per due motivi. Il primo.


Sono fermamente convinto che quello che propone Fare per Fermare il declino non è difficile. Anzi è semplicissimo. I nostri 10 punti programmatici potrebbero riassumersi in una semplice massima: “lo Stato deve comportarsi come un buon padre di famiglia”. Ogni bambino e bambina che conosco infatti sa che suo papà non può spendere più di quello che guadagna. Questa semplice nozione pare invece sfugga e sia sfuggita a chi ci ha governato negli ultimi 30-40 anni. Il secondo. Cercare di
smontare “scientificamente” ciò che di scientifico non ha nulla, ciò che è soltanto volgare menzogna obbliga a fornire numeri, dati e tabelle. In altre parole costa tempo e fatica.


Inventare balle invece non richiede né tempo, né fatica. Sono sufficienti la fantasia e la malafede di cui gli antieuro dispongono in quantità infinita. Costoro sono in grado di produrre più letame di quanto anche il più volonteroso degli spalatori possa rimuoverne. Siccome voglia di spalare io non ne ho, ho deciso di non piegarmi al loro gioco e usare l’unica arma che ho per le mani: il nudo buon senso. Quello di cui dispone chi va a lavorare tutti i giorni e che ha alle spalle studi di natura non economica. Nella prossima puntata parleremo di un padre disgraziato, ubriacone e pieno di debiti e nelle ultime due del perché l’uscita dall’Euro è una colossale follia e del perché tre dei capisaldi delle teorie di costoro : “il signoraggio primario”, il “signoraggio secondario” e la truffa del fondo salva-Stati sono delle balle spaziali.
Alla settimana prossima, allora! Spero troverete la pazienza di leggermi. Ah! Dimenticavo di ringraziare i tanti amici, su tutti Valerio Poluzzi, che mi hanno riletto e mi hanno dato preziosi consigli su come rendere più chiaro il mio pensiero.