Ennesimo “tour de force” per Michele, a pranzo a Genova e a cena a Parma lunedì 26 ottobre.
Nella sala della  “Corale Verdi “, popolare ritrovo degli appassionati della lirica della città emiliana, oltre 120 persone per il presidente di “Parlamento Salute per Fermare il declino”, una sede che, crediamo, aveva un valore simbolico,   il celebre verso “Oh mia patria sì bella e perduta!” di Temistocle Solera per la musica di Giuseppe Verdi nel Nabucco, ben descrivono i sentimenti di chi ancora crede nel nostro sistema paese e si batte per il suo rilancio.

Si è svolto un confronto che ha spaziato dall’italianità in economia, alle fondazioni bancarie, alla cultura come investimento e non come spesa; i momenti più interessanti sono stati forse quando si è parlato di “fare impresa oggi”, della necessità di riscoprire, attualizzandoli al difficile mercato odierno, le qualità imprenditoriali delle nostre genti. Molto stimolanti gli interventi dell’imprenditrice Ombretta Sarassi e della consulente aziendale Marilena Moia.
Un altro spunto stimolante è venuto dall’arch. Flavio Franceschi, aderente al movimento, già presidente delle Fiere di Parma, che in un intervento sul tema “come creare un nuovo federalismo europeo con il superamento dell’attuale organizzazione regionale inefficiente e sprecona” ha parlato dell’adesione al nostro movimento come di un “gesto di patriottismo” in un momento nel quale la nazione è affidata a mani inadeguate.
La cena in una bella  sala del ristorante del circolo, addobbata di ritratti di Verdi e di episodi relativi ad eventi di musica lirica, nonché di prosciutti appesi che hanno entusiasmato il nostro amico bolognese Gilberto Bonaga, ha concluso l’evento.

Spett.le Assessore Scuola,
conosco la questione dei regolamenti per le graduatorie di accesso agli asili comunali, in quanto sono genitore di una bimba di 1 anno alla quale, già l’anno scorso, è stato negato il diritto all’istruzione, costringendo la mia famiglia ad affrontare enormi sacrifici per l’assunzione di una Tata che però, anche per la mia volontà di rispettare la legge, non avremo la possibilità di mantenere in servizio anche il prossimo anno, in quanto i costi sono eccessivi e di questo ritmo presto avremo posto termine a tutti i nostri risparmi (la paga base è di 1.300 euro circa +tfr +13ma).
Il regolamento comunale, di cui riporto uno stralcio sotto, dà chiaramente la precedenza a chi ha dichiarato ISEE fino a 29.999 euro, come da graduatoria indicata all’interno.
Solo una volta esaurite queste richieste, si passa allo scaglione successivo, dai 30.000 ai 42.000 euro e così via.
Dal regolamento risulta secondario il fatto che entrambi i genitori lavorino rispetto al reddito complessivo e la cosa è veramente assurda.
Due lavoratori operai di basso livello si vedono la figlia lasciata a casa perché hanno generato un ISEE di 31.000 euro mettendoli in difficoltà economiche mostruose, e vedono entrare figli di chi, lavorando da solo, genera un ISEE di 29.000 (ovvero guadagna il doppio) mentre sua moglie sta tranquillamente a casa senza fare niente; le sembra corretto???

Si arriva in questo modo a casi dove un genitore che guadagna meno di 1.000 euro/mese è costretto a licenziarsi per accudire il figlio, dato che l’asilo privato costa circa 800 euro al mese, per cui la convenienza è quella di centrare meglio la graduatoria per essere ammessi all’asilo comunale. Il risparmio è praticamente certo.
Così facendo però il Comune diventa un fattore di decrescita e di danni per le famiglie che vivono questo problema sulla propria pelle, oltre che essere una chiara violazione dell’art.1 della Costituzione “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul Lavoro” e dell’art.31 “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi con particolare riguardo alle famiglie numerose.Protegge la maternità e l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”.
Quando un genitore, statisticamente la madre, non lavora, non deve avere la precedenza a portare i figli al nido a sfavore di chi fa enorme fatica per portare a casa uno stipendio, solo perché questi ultimi sforano in uno scaglione di reddito successivo.
Certo, occorre avere attenzione al reddito ma anche alla situazione lavorativa della famiglia nel suo complesso. La famiglia monoreddito ha un genitore a casa che potrebbe occuparsi dei figli; la famiglia dove i genitori lavorano entrambi non ha questa possibilità.
Occorre cambiare qualcosa nei regolamenti, non trova ?
Se una persona decide di non lavorare, non può, non deve, anzi, è immorale pensare che abbia diritto all’asilo a scapito di chi invece lavora, fatica, produce ricchezza e paga le tasse.
Spero che lei voglia riflettere sull’insensatezza di queste regole.
 
B. Criteri di ordinamento delle domande
Fatte salve le priorità sopra specificate le domande saranno inserite in una graduatoria suddivisa in tre scaglioni di ISEE: il primo da 0 a 29.999,99 euro, il secondo da 30.000,00 a 41.999,99 euro e il terzo da 42.000,00 euro in poi. Tale graduatoria viene formulata per Nido e per età dei bambini (3-8 mesi, 8-12 mesi, 12-24 mesi, 24-36 mesi) in base alle richieste deigenitori.
All’interno di ciascun scaglione le domande vengono graduate secondo le precedenze sottoindicate:
•  Bambini conviventi e residenti con un solo genitore esclusivamente nei seguenti casi: unico genitore che l’ha riconosciuto, un genitore è deceduto o detenuto in carcere o ha perso la potestà genitoriale;
•  Bambine/i conviventi e residenti con un fratello e/o sorella disabile ai sensi della Legge104/92, e/o con un genitore con disabilità grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104/92 o con invalidità pari o superiore al 66%;
•  Bambini i cui genitori lavorano entrambi;
•  Bambini con entrambi i genitori di cui uno lavoratore;
•  Bambini con entrambi i genitori che non lavorano.
 

ALTRI ESEMPI ECLATANTI


famiglie che pagano un canone di locazione da 10.000 euro annui, senza alcuna proprietà immobiliare e risparmi totali di 80.000 euro in beni mobili. Si verifica che una famiglia di due genitori e due figli, monoreddito da 60.000 euro annui, con l’altro genitore non lavorante, (ISEE 29.242,56) ha la precedenza su:
1. una famiglia con un genitore deceduto (o in carcere), 2 bambini e il genitore restante che guadagna 60.000 euro annui lordi (ISEE 32.114,59)
2. una famiglia di 2 bambini e 2 genitori, entrambi lavoratori che guadagnano 35.000 euro annui ciascuno (ISEE 30.803,27)
3. una famiglia di 2 bambini, di cui uno con handicap al 100% e 2 genitori entrambi lavoratori che guadagnano un totale di 85.000 euro annui (ISEE 30.676,17)
 

CONCLUSIONI


Ritengo evidente l’estrema difficoltà delle tre famiglie indicate, per mancanza di un asilo, mentre la famiglia con un solo lavoratore vive una condizione di totale favore, proprio quando l’asilo non sarebbe neanche necessario...
Ritengo infine che tutti gli altri criteri già stabiliti siano migliorabili ma tutto sommato equi. Sono i tre scaglioni di Isee che portano a pesanti ingiustizie sociali, basterebbe eliminarli lasciando tutti i criteri cosi come sono.
Un miglioramento del sistema, dando la precedenza a chi lavora, porterà, tra l’altro, anche un maggiore afflusso economico nelle scuole. Questo sarà conseguente all’avere accettato all’asilo Isee più alti che pagano rette più alte.
 
Un cittadino qualunque che insieme alla moglie vuole lavorare

Il prossimo 26 Ottobre Michele Boldrin sarà a Parma, per un incontro organizzato da Parlamento Salute per Fermare il declino dell'Emilia Romagna.
Forse per  la prima volta l’incontro con il presidente di Parlamento Salute cercherà spunti per alzare il tiro su tematiche locali, sia pure traendo ispirazioni dal dibattito nazionale.
L’intervento del presidente di Parlamento Salute per fermare il declino sarà preceduto da alcuni interventi e testimonianze di imprenditori, manager e intellettuali.

Con l’elezione del primo sindaco del movimento 5 stelle Parma è stata vista un po’come città laboratorio; in realtà, fallito il principale bersaglio, oggetto di un grande battage in campagna elettorale e subito dopo, l’inceneritore di IREN che ha da poco iniziato a bruciare rifiuti,  la nuova giunta pare vivere di un immobilismo impregnato di autoreferenzialità.
Si connota per la  scarsa se non nulla voglia di dialogo con le altre forze politiche che talvolta trascende in una supponenza che ostacola persino civili rapporti interpersonali con gli esponenti delle opposizioni.
In un panorama connotato dall’irrilevanza della nuova amministrazione, come si vive nella nostra città il dibattito politico?

Sentiamo parlare della questione dell’”Italianità”, vocabolo riesumato per impedire cambi di proprietà in Telecom e Alitalia, questione a cui paiono sensibili in particolare gli ambienti sindacali più conservatori e i politici che se ne fanno portavoce.
A Parma due grandi aziende, Cariparma  controllata da Credite Agricole e Parmalat controllata da Lactalis, sono diventate, abbastanza recentemente, di proprietà di gruppi francesi.
Vi sono state luci ed ombre, e alcune decisioni prese dalla multinazionale francese del latte sono sotto inchiesta, ma non si può certo dire che questo abbia portato danni alle aziende controllate; per l’istituto di credito si può parlare senza dubbio di buon rilancio, crescita e aumento dell’occupazione.
Esperienze di  imprenditori e manager che operano con successo in imprese del nostro territorio saranno occasione di confronto con il Presidente dell'associazione a noi gemellata per affrontare lo spinoso tema del declino dell’Italia sofferto anche nelle realtà locali.

La imminente sparizione delle province, non ancora sicura ma necessaria per non far perdere la faccia al governo, costituisce un’occasione di riorganizzazione dello stato.
La concomitante nascita delle città metropolitane costituisce una ulteriore opportunità di  superare un regionalismo onnipresente e scialaquatore, caratterizzato da inefficienze, sprechi e barriere ideologiche,  nel quale non mancano  comportamenti da “casta” che suscitano indignazione nei cittadini e, talvolta, interesse della magistratura.
L’articolazione dello stato  su un unico livello distrettuale, alla francese, è una possibile risposta a queste esigenze; il superamento dell’ organizzazione regionale è anche occasione di sviluppo per l’asse Tirreno-Brennero come portatore di crescita economica per i nostri territori.

Si cercherà anche un approccio con la città sul tema della cultura, un tempo opportunità di crescita e di sviluppo, con grandi mostre, eventi musicali, un volano per attrarre risorse umane ed economiche di eccellenza.
Oggi vediamo un quadro di iniziative ridotte al lumicino, che non sanno coinvolgere la popolazione e le forze economiche locali.
Esempi e riferimenti alla situazione sulle iniziative culturali nella città e nella regione saranno oggetto di interventi qualificati.

Regione Emilia Romagna
Interventi straordinari in
materia sanitaria, socio-sanitaria
e sociale in favore dei terremotati

La Giunta regionale dell’Emilia Romagna, con la delibera 747 del 6 giugno 2012, ha approvato una serie di interventi straordinari in materia sanitaria, socio-sanitaria e sociale nei confronti dei cittadini residenti nei comuni colpiti dai recenti episodi sismici, e, inoltre, ha disposto che queste misure saranno finanziate con uno stanziamento di 9 milioni di euro, che trova copertura nelle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario regionale.

 

In particolare, la Giunta ha disposto l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria (ticket) per le prestazioni sanitarie, erogate dalle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, e per l’assistenza farmaceutica (farmaci di fascia A e C, compresi nei Prontuari Aziendali in distribuzione diretta, con modalità definite dalle singole Aziende USL), in favore dei:

  • soggetti residenti nei comuni dell’Emilia Romagna coinvolti dagli episodi sismici;
  • soggetti residenti nei comuni di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, che abbiano svolto le procedure relative alla dichiarazione di inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda;
  • lavoratori (e i familiari fiscalmente a loro carico) residenti in comuni emiliano-romagnoli diversi da quelli colpiti dal terremoto, che operano nelle unità locali danneggiate dal sisma e inseriti negli elenchi delle domande di sostegno al reddito, presentate ai tavoli tecnici provinciali coordinati dalla Regione.