PREMESSA
Il sistema tributario va ridisegnato in funzione della crescita e del merito. Io penso che l’Irpef, non debba più essere un’imposta progressiva (occorrerà in questo senso riformare la Costituzione, art.53) ma proporzionale.

La logica di questa impostazione sta nel premiare il reddito che deriva dal lavoro personale del contribuente, in modo da incentivarlo, se possibile, alla sua produzione.
CONTRASTO DI INTERESSI -1-  LA FAMIGLIA
Si deve tendere a tassare il reddito vero del contribuente, non il reddito presunto. Reddito vero è quello che in ogni famiglia resta dopo aver pagato gli interessi sul mutuo dell’abitazione principale o il canone di locazione, le bollette di casa, le spese per le ripazioni e le manutenzioni della stessa, le spese scolastiche dei figli. Altri oneri si possono individuare nel dettaglio. Resta chiaro che quelle spese dovrebbero essere “oneri deducibili” e non solo detraibili; occorre cioè che abbassino il reddito annuale, non l’Irpef sullo stesso. Almeno finchè avremo un’Irpef progressiva – cosa detestabile.
CONTRASTO DI INTERESSI -2-  LA PERSONA
Ogni persona oggi sopporta costi reali per poi pagare imposte su un reddito “di carta”. Occorre che si possa dedurre (non detrarre) i costi certi e non voluttuari:
1.le spese professionali per compilare la dichiarazione dei redditi (oggi indeducibili);
2.le spese professionali sostenute per i grandi momenti della vita: separazione, divorzio, successione, testamenti, sistemazioni patrimoniali;
3.le spese per assistere i propri anziani;
4.il vestiario e i generi alimentari, che vanno coperti con detrazioni forfetarie aggiornate;
5.le spese per l’autovettura e per i trasporti in generale.
Una volta fatto questo, possiamo eliminare progressivamente le attuali detrazioni ridicole per i familiari a carico e quelle legate alla produzione del reddito.
PROPORZIONALITA’
La progressività tributaria è un fattore di spinta all’evasione e alla non produzione, perchè disistimola a produrre maggiori redditi la cui utilità è sempre più marginale a mano a mano che aumentano gli scaglioni Irpef.

Si dovrebbe tendere a tassare con un’aliquota Irpef unica i redditi di impresa e di lavoro autonomo professionale. E a tassare solo gli utili non reinvestiti nell’azienda o nello Studio.
OPZIONALITA’ PER IRES per i soggetti Irpef
Per le società commerciali e per le ditte individuali propongo un intervento che metta a regime la possibilità di optare per la tassazione Ires e cioè rendendo la società l’unico soggetto passivo ai fini delle imposte dirette, fintanto che l’utile non sia effettivamente distribuito ai soci.
Lo scopo è quello di tassare l’utile personale solo quando effettivamente distribuito.
CRITERIO DI CASSA PER LE IMPRESE
Si dovrebbe tendere a tassare il reddito di impresa nel momento in cui è realmente disponibile.
Date le difficoltà insite nell’adozione di un vero e proprio criterio di cassa nella determinazione del reddito delle imprese, si potrebbero introdurre dei correttivi a quello di competenza, in presenza di crediti (ma anche di debiti) particolarmente rilevanti, rinviando la loro tassazione almeno in parte al momento dell’effettiva percezione, ad esempio mediante fondi rischi e risconti.
In cambio dell’agevolazione, si potrebbe pensare all’adozione del regime ordinario obbligatorio per la contabilità per chi non vi fosse tenuto ed alla redazione del bilancio con i criteri civilistici da allegare alla dichiarazione dei redditi, per consentire un controllo più incisivo all’Agenzia delle Entrate.
MINIMUM TAX
Per le microattività, con volumi di ricavi particolarmente bassi, si potrebbe pensare all’introduzione di un’imposta sul reddito minima forfetaria annuale, in cambio dell’eliminazione di ogni onere contabile e dichiarativo, Iva inclusa. Si può pensare ad un sistema sanzionatorio severo in caso di sforamento del limite senza immediato cambio di regime. Fare salva la possibilità di dimostrare di dover pagare imposte più basse mediante la tenuta della contabilità ordinaria e della presentazione di tutte le dichiarazioni previste dalla legge per i normali contribuenti.
SEMPLIFICAZIONE
Vista la caduta di ogni segreto bancario, sono da abolire gli Studi di settore, il redditometro, i parametri e tutti gli strumenti di determinazione presuntiva di ricavi o di redditi.

Disegno di legge 743
Disciplina della ricerca e della produzione
di «farmaci orfani»
XVI legislatura
Senatore Giuseppe Astore

 

Il disegno di legge chiede che il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di intesa con l'Agenzia italiana del farmaco, predisponga un "programma nazionale per promuovere e agevolare la ricerca, la produzione e la commercializzazione dei «farmaci orfani»" attraverso una serie di incentivi contributivi e agevolazioni fiscali per gli enti che si occupano della ricerca sulla malattie rare.  Per questo fine sancisce lo stanziamento di 18 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 e ne prevede la copertura a carico del bilancio dello Stato.

 

Il progetto stabilisce infatti che  il Ministero individui un istituto di ricerca pubblico al quale affidare la ricerca sui «farmaci orfani», il quale conceda "licenze gratuite per la commercializzazione dei «farmaci orfani» a favore di aziende farmaceutiche che partecipano alla realizzazione di programmi di ricerca" e la condivisione della titolarità dei brevetti fra le aziende che vi prendono parte.

 

 

Esaminato in Commissione Sanità congiuntamente ai ddl Ddl 52 Tomassini, 7 Ignazio Marino, 146 Bianconi e Carrara, 727 Bianchi, 728 Bianchi. Relatrice Laura Bianconi.

Il 9 luglio 2008 viene scelto come testo base il ddl 52.

 

Il 28 aprile 2010 la Commissione Sanità approva come nuovo testo base il testo unificato proposto dalla relatrice.

Malattie rare
Testo unificato
XVI legislatura

Testo unificato dalla relatrice in Commissione Sanità, Laura Bianconi (PdL), a partire dai Ddl 52 Tomassini, 7 Ignazio Marino, 146 Bianconi e Carrara, 727 Bianchi, 728 Bianchi, 743 Astore.

 

Adottato come testo base dalla Commissione Sanità il 28 aprile 2010.

Disegno di legge 146
Norme a sostegno della ricerca
e della produzione dei farmaci orfani
e della cura delle malattie rare
XVI legislatura
Onorevole Laura Bianconi

 

Il disegno di legge ripropone numerose disposizioni tratte dal testo approvato unanimemente dalla commissione Sanità nella XIV Legislatura, ripresentato poi nella XV e abbinato ad un ulteriore disegno di legge sottoscritto da quasi tutti i membri della Commissione stessa.

 

Stabilisce la gratuità e l'immediata disponibilità dei farmaci orfani, il loro inserimento nei prontuari terapeutici regionali e l'inclusione nei livelli essenziali di assistenza (LEA) di tutte le prestazioni, anche non farmacologiche, prescritte per il trattamento delle malattie rare.

 

Il ddl istituisce anche un Fondo nazionale per l'utilizzo dei farmaci orfani a cui "le regioni potranno attingere per finanziare l'impiego di tali farmaci sul proprio territorio", e un Comitato nazionale per le malattie rare con il compito di "aggiornare l'elenco delle malattie rare, di selezionare i progetti da finanziare a carico del fondo nazionale e di emanare linee guida per l'elaborazione dei prontuari regionali".

 

Introduce, inoltre, un protocollo personalizzato a favore dei soggetti ai quali sia riconosciuta una situazione di handicap grave. Inoltre, per favorire la ricerca e la produzione di nuovi farmaci, prevede agevolazioni e incentivi alle imprese che vogliano investire in questo settore.  

 

Esaminato in Commissione Sanità congiuntamente ai ddl Ddl 52 Tomassini, 7 Ignazio Marino, 727 Bianchi, 728 Bianchi, 743 Astore. Relatrice Laura Bianconi.

Il 9 luglio 2008 viene scelto come testo base il ddl 52.